La presentazione, a fronte di un'analisi del territorio che interessa la cava di Boltiere e le cave del comprensorio tra Dalmine e Treviglio, vuole dimostrare l'imponenza del Piano Cave, le contraddizioni al PTCP, l'indifferenza al PLIS del Brembo, l'incoerenza al PRG di Boltiere.

Nel territorio sud ovest di Bergamo gli ambiti di estrazione si concentrano tra Capriate, Ciserano e Treviglio: il Piano Cave dal 1989 ad oggi ha consentito, in quest'area, l'escavazione di 25 ML di m³, con una superficie interessata di circa 280 ettari; il Nuovo Piano Cave prevede per il prossimo decennio altri 15 ML di mc.
Rispetto all'estrazione complessiva di ghiaia e sabbia prevista dal Nuovo Piano Cave per l'intera provincia, di 48,7 ML di m³ più 5,4 ML di m³ aggiunti dalla Giunta Regionale, ben il 27% viene cavato da quest'area, comprendente i comuni di Boltiere, Brembate, Capriate San Gervasio, Pontirolo Nuovo, Ciserano, Arcene e Treviglio, il solo ATEg36 di Boltiere contribuisce per il 4%.
La progressione temporale della collocazione delle cave mostra come il territorio a sud di Boltiere, lungo la direttrice della ex SS 525, sia quasi interamente scavato.
Lo si può vedere anche osservando le riprese aeree; da esse si può inoltre notare come la cava di Boltiere andrebbe ad occupare una preziosa parte di territorio ancora naturale, unico possibile corridoio di connessione ambientale tra il fiume Adda ed il fiume Brembo.
La localizzazione della cava manifesta infatti una rilevante contraddizione rispetto alle linee programmatiche del PTPC della Provincia di Bergamo (lo si vede nella tav E5.5): l'area su cui si poggerebbe risulta punto strategico di connessione della rete ecologia provinciale tra il Parco Regionale Adda Nord, il PLIS del Brembo ed il corridoio di connessione Brembo-Serio del "Fosso Bergamasco".
Anche la viabilità gioca a sfavore della localizzazione della cava in quel punto, la tavola E3.3 della mobilità del PTCP, mostra come la cava non ha nessuno sbocco sulle infrastrutture esistenti ed insieme al transito dei mezzi pesanti delle cave del circondario si appoggia a strade definite secondarie, in particolare alla ex SS 525 che riversa tutto il traffico all'interno del nucleo storico di Boltiere.
Si fa presente che la sola cava di Boltiere implica un incremento di circa 60 mezzi al giorno x 10 anni, in un'area in cui l'inquinamento supera la soglia di allarme ben 135 giorni all'anno.
Il PLIS del Basso Corso del Fiume Brembo ha obiettivi tutt'altro che compatibili con l'insediamento di una cava. Le tavole del PLIS mettono in evidenza l'inserimento del PLIS del Brembo in una rete di parchi Regionali e Provinciali, e riconoscono la criticità geomorfologica e idrografica dell'area che vorrebbe essere sottoposta ad escavazione.
Tutti gli sforzi fatti per l'istituzione del Parco e la promozione di iniziative ambientali verrebbero in parte annullati, così come i frutti che queste iniziative stanno dando, quali la formazione di un gruppo naturalista a Boltiere verrebbero vanificati.
Da ultimo, e forse la più notevole, è l'incoerenza della localizzazione della cava rispetto al PRG vigente.
Le NTA vietano esplicitamente, all'interno dei PLIS, l'apertura e la coltivazione di cave.
La cava andrebbe ad insistere sulla parte del territorio di Boltiere più pregiato dal punto di vista ambientale, andrebbe ad alterare il sistema della rogge e dei canali irrigui e a deturpare diversi percorsi campestri e filari alberati.
L'area della cava presenta notevole incompatibilità per l'esistenza di molti impianti tecnologici: è a ridosso del nuovo depuratore consortile che serve la sponda sinistra del Brembo, da Boltiere a Dalmine ed in futuro fino a Curno; è vicina alla centrale del metano che distribuisce gas a gran parte della bassa pianura bergamasca; si sovrappone ai tracciati primari di elettrodotti, metanodotti e del collettore fognario che raccoglie tutti i reflui di Boltiere.
L'incidenza della cava su di un territorio limitato come quello di Boltiere è notevole: il comune ha una superficie di soli 4,2 kmq, con il 44% del territorio urbanizzato.
La cava ha un'estensione di 20 HA, occupa il 5% del territorio comunale ed il 20% del territorio destinato a PLIS, oltre a collocarsi a soli 200 m dal centro abitato.